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Sonno e Parkinson - Ipersonnia PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonia   
Giovedì 28 Aprile 2011 22:33
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Sonno e Parkinson
Insonnia Iniziale e di Mantenimento
Parasonnie REM e NREM
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ECCESSIVA SONNOLENZA DIURNA (EDS)

La presenza di eccessiva sonnolenza diurna in soggetti con Malattia di Parkinson è ampiamente riconosciuta e la sua prevalenza è valutata tra il 15% e 50% e potrebbe costituire un fattore preclinico di malattia. L’ eccessiva sonnolenza diurna nella MP sembra comparire nelle fasi più avanzate di malattia, nei pazienti più disabilitati e con più frequenza nei pazienti con declino cognitivox. È importante riconoscere la presenza di una EDS in quanto se non riconosciuta il fenomeno può compromettere notevolmente la qualità di vita del paziente.
Alla base della EDS sembrano essere coinvolti meccanismi fisiopatologici multifattoriali.
Sia l’età che i disordini della regolazione sonno-veglia correlati alla malattia sembrano contribuire all’insorgenza della sonnolenza di. Anche il trattamento con farmaci dopamino-agonisti può contribuire allo sviluppo di EDS. La depressione è un disturbo frequentemente presente tra i pazienti con MP e sonnolenza diurna che può essere trattata efficacemente con farmaci antidepressivi.

L’eccessiva sonnolenza diurna può presentarsi sia come sonnolenza continua nell’arco delle 24 ore sia come attacchi di sonno (sleep attacks-SAs). Il fenomeno è stato descritto principalmente durante la guida di automezzi ed associato all’uso di farmaci dopamino-agonisti. In letteratura sono riportati episodi di sleep attacks con quasi tutti i farmaci DA come pramipexolo, ropinirolo, pergolide, bromocriptina, lisuride e piribedil  ma anche con levodopa. In questi casi è necessario ridurre la posologia del farmaco dopaminergico fino alla sua sospensione. Studi polisonnografici hanno evidenziato una transizione dalla veglia al sonno 2 inpochi secondi, spiegando in tal modo l’occorrenza di attacchi improvvisi di sonno nella Malattia di Parkinson che sembrano prevalere in pazienti con una sonnolenza diurna già elevata (con un punteggio alla ESS>10) e con una più alta frequenza di microsleeps e “nap” intenzionali diurni rilevati alla PSG, suggerendo che tali “sleep attacks” siano una manifestazione estrema dell’eccessiva sonnolenza diurnaxc. È interessante notare che il tempo totale di sonno nei pazienti con SAs è risultato essere maggiore rispetto a quello dei pazienti senza SAs, rendendo in tal modo improbabile l’ipotesi fisiopatogenetica di un meccanismo omeostatico alla base dei Sas.A volte il sonno REM può inserirsi improvvisamente nella veglia (SOREMs) provocando allucinazioni visive con una dinamica simil-narcolettica. Infatti secondo datirecenti ottenuti con esami di EEG-polisonnografia nelle 24 ore molti episodi allucinatori sono interpretati come “sogni ad occhi aperti; altre volte possono comparire dopo un breve sonnellino pomeridiano e sono allora accompagnate da un leggero e transitorio stato confusionale durante il quale il paziente ha spesso la certezza di sognare.Nel caso in cui la sonnolenza diurna sia imputabile ad un disturbo del sonno primitivo (sleep apnea, frammentazione o insufficienza del sonno), l’identificazione di tali cause mediante polisonnografia, permette di attuare un appropriato trattamento.

Se tali disturbi del sonno vengono esclusi alla polisonnografia e la sonnolenza è tale da compromettere la qualità di vita del paziente, è possibile ricorrere a farmaci stimolanti come il modafinil che viene comunemente utilizzato nella narcolessia con beneficio. Tuttavia, l’utilizzo di tale farmaco ha fornito risultati discordanti circa il suo beneficio nella Malattia di Parkinson, limitandone così l’utilizzo.

 

SCALE DI VALUTAZIONE DEL SONNO NELLA MALATTIA DI PARKINSON

 Per la valutazione della Restless Legs Sindrome (RLS) vengono comunemente applicati i 4 criteri minimi di diagnosi:

  1.  Desiderio di muovere gli arti, in genere associato a parestesie/disestesie
  2.  Irrequietezza motoria con necessità di muoversi per alleviare il disturbo, per esempio camminare, agitare, stirare le gambe.
  3.  Peggioramento dei sintomi con l’immobilità, sollievo con il movimento.
  4. Variabilità circadiana con peggioramento dei sintomi alla sera e all’inizio della notte.

In caso di 4/4 risposte affermative, viene somministrata la scala di valutazione della gravità della RLS.

 

(tratto da Claudio Pacchetti,U.O. Parkinson e Disordini del Movimento, IRCCS Istituto Neurologico C. Mondino, Pavia)



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Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Aprile 2011 22:42