Home Risorse Paziente Applicazione della Peg
Applicazione della Peg PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonia   
Domenica 03 Aprile 2011 08:56
Share

APPLICAZIONE DELLA PEG

Alcune malattie (neurologiche, infettive, neoplastiche, ecc.) possono determinare una incapacità temporanea o definitiva ad alimentarsi attraverso la bocca. Quando tale incapacità si prolunghi per oltre le 4 settimane viene in genere proposto la applicazione di una gastrostomia percutanea endoscopica (più semplicemente chiamata PEG) che permette la alimentazione introducendo il cibo direttamente nello stomaco.

A tal fine verrà posto nello stomaco con un endoscopio un tubicino (la PEG) attraverso cui possano essere introdotti gli alimenti. La PEG rispetto alle altre tecniche di alimentazione artificiale (per via endovenosa o con un sondino che dal naso va nello stomaco) è più sicura e dà minori problemi al paziente. Qui di seguito informazioni relative alla metodica con cui si mette una PEG,nonché i possibili rischi che ciò potrebbe comportare.

Come si mette la PEG

La applicazione di una PEG deve essere prima preceduta da una gastroscopia per poter vedere l’esofago, lo stomaco ed il duodeno. Questa si effettua introducendo per la bocca un sottile tubo flessibile, l’endoscopio. Successivamente, dopo aver fatto una anestesia sulla parete dell’addome, verrà punto l’addome con un ago che dall’esterno entri nello stomaco. Attraverso questo ago verrà fatto scorrere nello stomaco un filo che verrà afferrato dall’endoscopio e tirato fuori dalla bocca. All’estremità di

questo filo verrà legata un tubicino che sarà quindi tirato nello stomaco e successivamente verrà fatto uscire dalla parete addominale attraverso l’orifizio in cui era stato introdotto l’ago. Tale tubicino permetterà la introduzione degli alimenti direttamente nella cavità dello stomaco.

 

Come sarà preparato all’esame e che fastidio sentirà durante l’esame?

Per effettuare l’esame dovrà essere digiuno dalla sera prima. Prima dell’endoscopia saranno effettuate alcuni esami e indagini che ci daranno informazione sulla sua salute. Durante l’esame le saranno somministrati dei farmaci che, pur non addormentandola, la aiuteranno a sopportare l’esame agevolmente. Il tipo di farmaci e la intensità della sedazione verranno decisi al momento dell’esame in base alle sue caratteristiche cliniche. Durante l’esame non sentirà dolore ma solo fastidio, alla gola, nel momento del passaggio dell’endoscopio, e all’addome per la distensione di questo con aria. La puntura dell’addome in genere non provoca dolore poiché verrà praticata prima una anestesia locale. Alla fine dell’esame potrà rimanere per un poco stordito per i farmaci che le sono stati somministrati e potrà avere per alcune ore una lieve dolenzia alla pancia.

 

Quali sono i rischi della metodica? La PEG si applica in modo semplice e sicuro, tuttavia come tutti gli atti medici può dar luogo a complicanze. Purtroppo non è possibile prevedere prima dell’esame il rischio di sviluppare una complicanza. Le complicanze potranno essere dovute in primo luogo ai farmaci che si somministrano.

Nei giorni successivi alla applicazione della PEG la cute intorno ad essa potrà infiammarsi o infettarsi. Qualche volta compare una piccola perdita di succo gastrico ai lati del tubicino. Raramente si potranno avere emorragie della parete, perforazioni intestinali o ascessi (grosse raccolte di pus) della parete. Il tubicino della PEG, se non opportunamente pulito, potrà col tempo occludersi. Tutte queste sono complicanze in genere lievi, che guariscono in pochi giorni e solo raramente possono richiedere la rimozione della PEG o un intervento chirurgico. Nel complesso la possibilità di complicanze dovute all’applicazione della PEG è bassa (5% circa) e dunque la procedura è sostanzialmente sicura. Per il corretto mantenimento della sua PEG le verrà consegnato un opuscolo informativo.

 

Quale è la alternativa alla PEG?

La PEG è il modo più semplice e sicuro per alimentare un paziente che non riesca a deglutire. Se decidesse di rifiutare la PEG al fine di poter introdurre gli alimenti nello stomaco le verrà proposta la introduzione di un tubicino attraverso il naso o la creazione di un orifizio sulla parete addominale con un intervento chirurgico, sicuramente più fastidiosi e rischiosi per il paziente. Un ulteriore possibilità è somministrare gli alimenti per via endovenosa, un sistema però poco fisiologico che può essere fatto solo per brevi periodi di tempo oltre i quali può causare complicanze ed alterazioni del metabolismo.



Tags: PSP  MSA  DBC  paziente  faq  risorse