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L'importanza dei test farmacologici PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonia   
Mercoledì 19 Settembre 2012 15:10
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Nella diagnosi dei parkinsonismi giocano un ruolo importante i test farmacologici per capire se c'è o meno una risposta significativa alla loro somministrazione.

La scarsa/assente risposta di solito pone il dubbio sulla possibilità di avere di fronte un Parkinsonismo. E' anche vero però che questi test nei primi anni di malattia possono non essere cosi suggestivi nella risposta, che potrebbe esser
e accettabile anche in malattie come l'MSA. Probabilmente è sempre un insieme di sintomi e condizioni che consente la diagnosi (per es una buona risposta al test della Levodopa in pz con sintomi parkinsoniani, ipotensione ortostatica e instabilità vescicale non consente certamente di escludere l'MSA, sopratutto se non sono passati alcuni anni dall'inizio dei sintomi)
Alcuni dettagli:
"Una buona risposta alla terapia con levodopa (uno dei principali farmaci utilizzati nella malattia di Parkinson) viene già considerata importante per la diagnosi di Parkinson, tuttavia spesso sono necessari anche test farmacologici.
I farmaci più utilizzati sono apomorfina, levodopa in formulazione dispersibile e levodopa metilestere.
Il test all’apomorfina dà una buona indicazione dell’attività dei recettori dopaminergici, nello striato. L’apomorfina è una sostanza che stimola direttamente questi recettori, si somministra per via sottocutanea ed ha una rapidità d’azione tale per cui il primo rilevamento si effettua dopo 15 minuti dalla somministrazione. Presenta però alcuni svantaggi quali l’induzione del vomito (è un potente emetico) e può dare anche sonnolenza e confusione per cui è necessario prevenire queste manifestazioni con farmaci antivomito (ad esempio Peridon o Motilium 2 compresse 20 minuti prima dei pasti nei tre giorni precedenti il test). Un test all’apomorfina è definito positivo quando si rileva un miglioramento superiore al 20 % delle prove motorie all’UDRS. Va posta attenzione all’utilizzo di questo farmaco nei pazienti con disturbi del ritmo cardiaco, è quindi consigliato eseguire un elettrocardiogramma prima di programmare il test.
Utilizzando per il test levodopa dispersibile e levodopa metilestere si esplora l’assorbimento intestinale, la capacità neuronale residua di trasformare levodopa in dopamina e l’efficienza recettoriale.
Vengono eseguiti sullo stesso schema del test all’apomorfina, i compiti motori che vengono confrontati prima e dopo la somministrazione del farmaco, sono quindi gli stessi mentre diverse sono le informazioni che si possono ottenere"

 

Segnalato da Arianna Langer dalla pagina MSA su facebook



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