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Com'è nata la sperimentazione clinica con le staminali? PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonia   
Venerdì 06 Maggio 2011 19:34
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Quest'articolo è stato estrapolato dall'ultimo notiziario informativo di Parkinson.it.Per consultarlo in versione integrale vi invitiamo ad iscrivervi al sito www.parkinson.it ed a  scaricare il documento.

Ringraziamo il sito Parkinson.it e la Fondazione Grigioni per tutto il lavoro fatto e per il loro importante contributo alla ricerca.

COME È NATA LA SPERIMENTAZIONE CLINICA CON LE STAMINALI?

Nel 2005, la ricercatrice ungherese-americana, Dr.Eva Mezey,  presenta i risultati di uno studio  che ha portato a pensare che il cervello utilizza normalmente le cellule staminali del midollo osseo per riparare piccole lesioni. Si è quindi ipotizzato che questo sitema potesse essere potente per trattare le malattie neurodegenerative come il parkinson. Tuttavia, il midollo osseo produce cellule staminali di tipo diverso e non si sapeva quale fossero quelle con le caratteristiche giuste per poter essere utilizzate dal cervello ne si conosceva in che modo venivano riparate le lesioni.
Negli anni successivi è stato dimostrato che le cellule staminali di tipo mesenchimale (MSC) sono in grado di aiutare le cellule nervose sofferenti a stare meglio e continuare a vivere. Ecco le cellule giuste!
Molti ricercatori hanno cominicato ad utilizzarle in molti studi sperimentali e in vari campi terapeutici.In Italia, uno dei centri con maggiore esperienza nell'uso delle MSC è la Cell Factory (Fabbrica delle cellule) presso la Fondazione IRCCS “Ca’Granda” Ospedale Maggiore di Milano.

Nel 2010 è stato pubblicato un lavoro preliminare sull'uso delle cellule staminali mesenchimali nella sclerosi multipla. Questo studio evidenziava il fatto che in alcuni malati (30%) il midollo osseo era molto povero di cellule e non poteva essere utilizzato per raccogliere MSC. Probabilmente dipende dalla terapia farmacologica dei malati che deprime il sistema immunitario. Inoltre, le cellule mesenchimali ottenute dal midollo dei pazienti affetti da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) presentavano alcune alterazioni di enzimi coinvolti nella riparazione tissutale, la metalloproteasi.
Prima quindi di utilizzare le cellule mesenchimali di pazienti affetti da PSP è stato indispensabile un altro lavoro di verifica.

La Cell Factory ha esaminato il midollo osseo di alcuni pazienti parkinsoniani ed i risultati preliminare indicano che è possibile isolare ed espandere le cellule mesenchimali dal midollo osseo dei pazienti affetti da parkinsonismo.

Un altro punto importante è stato decidere in che modo somministrare le cellule. In che modo riuscire a ragiungere le cellule nervose che hanno bisogno di aiuto?

In un primo momento si è pensato alla via chirurgica, tuttavia restringerebbe la terapia ai pochi pazienti che stannosufficientemente bene per sottoporsi ad un intervento a rischio complicazioni elevato. Inoltre il numero di interventi sarebbe ulteriormente ridotto per un problema di costi molto elevato. Questa non è l'intenzione della Fondazione Grigioni che desidera mettere a punto una terapia sicura che possa essere messa a disposizione di tutti. Dopo diverse valutazioni si è concluso che la via migliore, quella che garantisce l'arrivo delle cellule vicino alla zona bersaglio con un rischio inferiore a quella chirurgica è la via arteriosa.

Il dr Augusto Brazzini, radiologo interventista di origine italiana che lavora in Perù , si è ispirato al lavoro della Dr Mezey che a messo a punto una terapia che prevede un prelievo di cellule dal midollo osseo e la loro immissione nelle arterie che irrorano il cervello, tramite un catetere che dall'arteria femorale viene inserito fino alle arterie della base del cervello. Finora ha trattato quasi 100 pazienti e non ha mai avuto alcun problema riguardo la sicurezza. Questo ha rassicurato la Fondazione Grigioni che ha deciso di adottare questa via di somministrazione.

Nel momento in cui viene scritto questo articolo non abbiamo ancora ottenuto l’autorizzazione a procedere dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Se volete conoscere l’esito dell’incontro con ISS, consultate il sito www.parkinson.it