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Sclerosi, una 'risorsa' dalle staminali PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonia   
Sabato 22 Ottobre 2011 09:08
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Al via la sperimentazione su 160 malati
Usare le staminali per inibire l'infiammazione e stimolare il metabolismo delle cellule malate nei pazienti affetti da sclerosi multipla.

Il prossimo anno partirà una nuova sperimentazione internazionale. Parteciperanno venti centri in tutto il mondo, quattro italiani. La notizia dall'Ectrims, l'annuale congresso mondiale sulla malattia in corso ad Amsterdam

Basata su un uso nuovo delle staminali, la prima sperimentazione internazionale a fini terapeutici di queste cellule nella sclerosi multipla coordinata da Italia e Stati Uniti, ha ricevuto il placet degli esperti riuniti all'Ectrims, l'annuale congresso mondiale sulla malattia in corso ad Amsterdam. La selezione dei malati inizierà all'inizio del prossimo anno, appena arriverà il via delle autorità sanitarie.

A 160 malati saranno prelevate dal midollo osseo, sede di produzione dei globluli rossi e di cellule del sistema immunitarie, cellule staminali mesenchimali. Si sfrutteranno le due funzioni che svolgono nel midollo. La prima è inibire l'infiammazione (che sarebbe disastrosa per il midollo osseo) e la seconda produrre delle sostanze, al momento sconosciute, che stimolano il metabolismo delle cellule. Le staminali mesenchimali prelevate ai pazienti saranno inviate nelle cell factory (quella italiana e presso gli Ospedali Riuniti di Brescia) dove saranno moltiplicate e preparate per la reiniezione. La procedura è lunga e consente di preparare in un mese le cellula per soli due malati. Precedenti ricerche hanno fatto vedere che queste staminali continuano a svolgere le stesse funzioni anche quando sono nel sistema nervoso.

"Anzi - spiega il coordinatore italiano dello studio Antonio Uccelli del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Genova - più infiammazione trovano e più si attivano per spegnerla. L'obbiettivo della sperimentazione è veificare se queste staminali originarie del midollo osseo riescono a spegnere l'autoaggressione immunitaria al sistema nervoso della sclerosi multipla e contemporaneamente, sostenere l'attività delle cellule nervose e della mielina che le protegge in modo più naturale ed efficace di quanto fanno le cure oggi disponibili. E' bene precisare che queste staminali non hanno capacità rigenerante e quindi non si punta alla riparazione dei danni ormai creati dalla malattia".

Alla sperimentazione parteciperanno complessivamente una ventina di centri in tutto il mondo, dei quali 4 sono in Italia a cui afferiscono venti malati, per un totale di 160 pazienti. Richiederà non meno di due anni di tempo per raccogliere i risultati. Il braccio italiano della ricerca è finanziato per circa 700 mila euro dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism).

fonte: repubblica.it



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Ultimo aggiornamento Sabato 29 Ottobre 2011 14:11